Leggere rende Felici? Sicuramente sereni. Lo dicono le ricerche, lo dice la scienza... Lo dice chi legge ^____^

Non è una notizia 'fresca', ma sicuramente un dato che vale sempre e da tenere a mente... Leggere aiuta non solo ad essere più felici - sereni?- ma, aggiungiamo qui, anche a mantenere il cervello allenato, ad imparare nuovi vocaboli, a non disimparare quelli che già si conoscono - qualunque sia il grado di studio raggiunto-.

Ricordiamoci che il nostro cervello è plastico: ne parleremo più avanti, per ora sappiate che è ampiamente dimostrato che si plasma a seconda di ciò che gli facciamo fare. Più cose facciamo, più connessioni neuronali costruiamo. Più la nostra vita è abitudinaria e povera di stimoli, più 'piatto' sarà il nostro cervello. E se chi fa sport libera endorfine, come chi fa sesso, chi legge altrettanto può provocare incredibili reazioni chimiche, trascinando i neurotrasmettitori in un esercizio piacevole e stimolante...

La ricerca che vi ri-propongo è stata commissionata dal gruppo GEMS, un editore molto attento ai valori e non solo alle vendite. Vi riporto qui sotto i dati principali elaborati dal Cesmer, Centro di Studi dell’Università Roma Tre. Alla ricerca è stata data ampia visibilità (vedi articolo qui allegato del Corriere), da riviste scientifiche, quotidiane e riviste di settore.

Per comodità ho estratto i risultati principali (che coincidono con quelli pubblicati dal sito Cesmr) dalla rivista IL LIBRAIO, che può essere ritirata gratuitamente presso le librerie, letta on line, oppure ricevuta direttamente a casa attraverso abbonamento gratuito. Personalmente feci un patto con me stesso nel lontano 2005: prima di andare a dormire, da allora, leggo almeno una pagina, ALMENO UNA, del libro o dei libri che ho sempre sul comodino, sia cartacei che -negli ultimi tempi- su e book.. Nel prossimo post vi racconterò cosa ho sul comodino ultimamente e magari troveremo qualche spunto di lettura comune... Leggete, leggete, siate informati e ...SERENI #muchlove NBC

STATE LEGEGNDO UN LIBRO CHE VI SENTITE DI CONSIGLIARE? SCRIVETELO NEI COMMENTI QUI SOTTO ^____^



Ecco un estratto dettagliato della ricerca

IL CONTESTO
I lettori di libri (cartacei o digitali) sono più felici rispetto a chi non legge? E la lettura accresce il benessere degli individui? Si tratta di domande cui non è facile rispondere, tanto che nessuna ricerca in Italia sinora aveva provato a farlo. Le periodiche indagini sulla lettura, infatti, tendono a tralasciare questi aspetti, soffermandosi soprattutto sul numero dei lettori in Italia – storicamente più basso che nella maggior parte dei paesi occidentali – e sulle sue variazioni. Non era invece noto, fino ad oggi, il valore della lettura in ambito cognitivo ed emotivo. Una lacuna che questa ricerca vuole colmare, nella convinzione chequantificare i benefici della lettura consente di promuoverla più efficacemente presso i non lettori.
I PRINCIPALI RISULTATI DELLA RICERCA
I lettori sono complessivamente più felici dei non lettori
L’Indice di felicità dei lettori risulta superiore rispetto a quello dei non lettori (misurato con la scala di Veenhoven, da 1 a 10). Infatti, i lettori italiani di libri, cartacei o digitali, registrano un Indice di felicità pari a 7,44, mentre i non lettori un indice di 7,21; una differenza apparentemente limitata, ma in realtà statisticamente molto significativa.
Utilizzando un indice diverso, ossia il Subjective Well-Being – dimensione cognitiva(scala di Cantril, da 0 a 10), di nuovo i lettori in media mostrano un indice di benessere superiore a quello dei non lettori (7,12 Vs 6,92).
I lettori provano emozioni positive più spesso dei non lettori
Secondo la scala di Diener e Biswas-Diener, che misura la frequenza (da 6 a 30) di sei emozioni positive (positività, benessere, piacere, felicità, gioia e serenità) vissute recentemente dagli individui, i lettori hanno un indice superiore ai non lettori: rispettivamente 21,69 Vs 20,93 (una differenza statisticamente significativa). In particolare, i lettori provano più spesso “benessere” rispetto ai non lettori.
I lettori provano emozioni negative meno spesso dei non lettori
Secondo un’altra dimensione della stessa scala di Diener e Biswas-Diener, che misura la frequenza (da 6 a 30) di sei emozioni negative (negatività, malessere, dispiacere, tristezza, paura e rabbia) di cui gli individui hanno fatto esperienza recentemente, i lettori provano emozioni negative meno frequentemente dei non lettori: rispettivamente la media è di 16,84 per i lettori contro il 17,47 dei non lettori (una differenza statisticamente significativa). In particolare, i lettori provano rabbia con minor frequenza rispetto ai non lettori, a conferma che la lettura offre preziosi strumenti cognitivi per affrontare le difficoltà.
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I lettori sono più soddisfatti dell’impiego del loro tempo libero rispetto ai non lettori
Rispetto alla scala Van Boven e Gilovich (2003) che misura l’indice di felicità generato dall’impiego del tempo libero (da 1 a 9), i lettori mostrano livelli superiori rispetto ai non lettori (rispettivamente 7,59 Vs 7,35; una differenza statisticamente significativa).
Per i lettori, leggere libri è l’attività più importante del loro tempo libero
L’indagine ha studiato l’importanza della lettura confrontandola con le altre attività culturali in cui si impiega il tempo libero.
La lettura è l’attività del tempo libero più importante per i lettori (in una scala 1-9, ottiene un punteggio pari a 7,86); al secondo posto troviamo l’ascolto della musica (7,31); al terzo l’informazione attraverso giornali o siti di news (7,23); al quarto lo sport e l’esercizio fisico (7,02). In fondo a questa classifica troviamo i videogame (3,23).
Per i lettori, la lettura è al quarto posto fra le attività del tempo libero che procurano felicità
Se la lettura, come appena visto, è ritenuta l’attività più importante del tempo libero dai lettori, non è la prima rispetto al concetto di felicità generata. Rispetto alla scala Van Boven, Leaf e Gilovich, da 1 a 9, al primo posto per i lettori troviamo l’esercizio fisico e lo sport (7,80), davanti all’ascolto della musica (7,74) e alle attività culturali (mostre, teatro, concerti…) che ottengono un punteggio pari a 7,52. Quarta, con un punteggio comunque molto alto, la lettura (7,24), poi a seguire l’informazione attraverso giornali o siti news, i videogame, andare al cinema, navigare in rete o stare sui social media. In fondo alla classifica il guardare la televisione.
Questo risultato non sorprende: l’indagine conferma l’attitudine dei lettori a godere del loro tempo libero, utilizzandolo in modo variegato.
Il ruolo fondamentale degli insegnanti e delle famiglie nell’educazione alla lettura
Dalla ricerca è inoltre emerso il ruolo fondamentale delle famiglie e della scuola in relazione all’educazione dei più piccoli alla lettura. In particolare, il 68,7% dei lettori del campione ha sottolineato l’importanza dell’incoraggiamento a leggere da parte dei genitori durante gli anni della crescita. Allo stesso tempo, il 64,7% dei lettori del campione riconosce l’impatto positivo della promozione della lettura a scuola da parte dei docenti.
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LE CONCLUSIONI
In media, i lettori affrontano la vita in maniera più positiva rispetto ai non lettori e sanno godere del tempo libero in modo più ricco e articolato.
NOTE SULLA METODOLOGIA DELLA RICERCA
Nella letteratura scientifica esistono diverse definizioni di felicità e di benessere soggettivo, come anche più modi per misurarli. Per questo, l’indagine non si è limitata a misurare le differenze fra lettori e non lettori utilizzando un’unica metricaIl fatto che i risultati della ricerca siano coerenti su tutti i parametri analizzati li rende ancora più significativi.  Si sono utilizzati, in particolare:
Indice di felicità complessiva, che misura la percezione “soggettiva di appagamento rispetto alla propria vita” (scala suggerita da Veenhoven (2015) e parte del “World Database of Happiness”),
Subjective Well-Being – dimensione cognitiva (“Cantril’s Ladder of Life Scale” sviluppata nel 1965 e utilizzata nella World Values Survey e in The Gallup-Healthways Life Evaluation),
Subjective Well-Being – dimensione affettiva (scala di Diener e Biswas-Diener del 2009, anch’essa ampiamente utilizzata).
La ricerca è stata condotta con metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) fra il 12 maggio 2015 e il 14 giugno 2015 su un campione composto da 1.100 individui, rappresentativo della popolazione italiana di età almeno pari a 14 anni, e suddiviso in lettori e non lettori.



Commenti

Anonimo ha detto…
L'eleganza del riccio

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