Sboccia a sorpresa l'orchidea nel freddo Gennaio

Questa mattina mi sono svegliato, e il fragile e diafano bocciolo che è cresciuto nelle ultime settimane sotto i miei occhi, mentre fuori la temperatura scendeva e pioggia e vento si intrecciavano ignari delle tribolazioni umane, non c'era più.
Al suo posto un fiore maculato, più piccolo della media e non molto carnoso, ma splendente nella sua delicatezza, ha sciolto le ombre della mia notte agitata.

Un piccolo delizioso sopravissuto: i boccioli erano 3, ma due si sono staccate dopo altrettante cadute della pianta. Per colpa del vento, perché sono maldestro.
Il fiore è qui e ora. Non c'è più nulla da dire. Osservarlo in silenzio dà pace. 

Il silenzio... C'è un testo di Osho molto interessante al riguardo, pubblicato su Osho Time di Febbraio. Ne riporto qualche passo. #muchlove
PS: vi auguro di poter splendere come questo fiore. Dentro e fuori (^_−)−☆

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Dieci sensi per quattro silenzi
Osho,
qualche tempo fa hai detto qualcosa sul silenzio che mi ha fatto trasalire. Nel mio sonno, l’avrei immaginato semplicemente come un’assenza, un’assenza di rumori.
Ma tu hai detto che ha delle qualità positive, un “suono” positivo. E durante le mie meditazioni, ho notato una distinzione tra un silenzio del corpo e un silenzio della mente. 
Posso avere il primo, senza il secondo. Puoi parlare del silenzio?

Generalmente il silenzio è considerato qualcosa di negativo, qualcosa di vuoto, un’assenza di suono e di rumore. Questa incomprensione è molto diffusa, perché pochissime persone hanno fatto esperienza del silenzio. Tutto quello che hanno semmai vissuto in nome del silenzio è un’assenza di rumore.
Ma il silenzio è un fenomeno completamente diverso. È profondamente positivo. È esistenziale, non è vuoto. È ricco di una musica mai udita prima, di un profumo che non è familiare, di una luce che solo gli occhi interiori possono vedere. 
Non è fasullo, è una realtà: una realtà che è già presente in ciascuno di noi. Il fatto è che non guardiamo mai dentro. Tutti i nostri sensi sono rivolti verso l’esterno. I nostri occhi si aprono sull’esterno, le orecchie anche, le nostre mani si muovono verso l’esterno, le gambe… Tutti i nostri sensi sono destinati a esplorare il mondo esterno.
Ma esiste anche un sesto senso che è addormentato perché non è mai stato usato. E non esiste alcuna società, alcuna cultura, alcun sistema educativo che ci aiuti ad attivarlo. Questo sesto senso, in Oriente, lo chiamiamo il “terzo occhio”. È rivolto verso l’interno. E come esiste un modo di guardare verso l’interno, c’è anche un modo di ascoltare all’interno, come pure un modo di annusare all’interno.
Come esistono 5 sensi rivolti verso l’esterno, ci sono 5 contro-sensi rivolti verso l’interno. 
In tutto l’uomo ha quindi 10 sensi, e il primo di questi sensi che attiva il viaggio interiore è il terzo occhio, dopo di che anche gli altri sensi cominciano ad aprirsi.
Il vostro mondo interiore ha il suo sapore, ha il suo profumo e ha la sua luce. Ed è totalmente silenzioso, immensamente silenzioso, eternamente silenzioso. Non c’è mai stato nessun rumore e non ci sarà mai alcun rumore. 
Non c’è parola che possa arrivarci, ma tu puoi arrivarci.
La mente non può arrivarci, ma tu puoi arrivarci, perché tu non sei la mente. La funzione della mente è di essere un ponte fra te e il mondo oggettivo, e la funzione del cuore è di essere un ponte fra te e il tuo essere.
Il silenzio di cui ho parlato è il silenzio del cuore. È in sé una canzone, senza parole e senza suoni. Solo in questo tipo di silenzio si aprono i fiori dell’amore. È questo silenzio che diventa il giardino dell’Eden. 
La meditazione e soltanto la meditazione è la chiave per aprire le porte del tuo essere...

Tratto da: Osho, The Golden Future #1


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